#AccadeOggi/ Muore Carter. Maledizione di Tutankhamon?

(AVG) – LONDRA, 2 MARZO 1939 – Muore a Londra l’egittologo Howard Carter, famoso per aver portato alla luce la famosa tomba di Tutankhamon, da molti considerata come la più grande scoperta archeologica del XX secolo.

Diedi l’ordine. Fra il profondo silenzio, la pesante lastra si sollevò. La luce brillò nel sarcofago. Ci sfuggì dalle labbra un grido di meraviglia, tanto splendida era la vista che si presentò ai nostri occhi: l’effige d’oro del giovane re fanciullo.

Howard Carter, 1924, all’apertura del sarcofago del faraone “maledetto”

Da allora, tentò invano di presentare la sua scoperta alla britannica famiglia reale, senza mai riuscirci.

Secondo alcune teorie, non poi così tanto complottiste, Carter sarebbe morto come punizione per aver violato un luogo sacro. In effetti, tutti i componenti della spedizione morirono dopo l’apertura della tomba. Diversi studi clinici ipotizzarono la presenza di un batterio particolare che, a contatto con l’ossigeno (e quindi dopo l’apertura della tomba), avrebbe infettato i 22 componenti della spedizione, cagionando in costoro una febbre alta e il conseguente decesso.

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Daniele Martignetti

Scritto da Daniele Martignetti

Nacqui, senza volerlo, nella diomedea Maleventum in uno dei due giorni di Carmenta del '91, trascorrendo poi i primi anni della mia infanzia alle pendici del Castrum Montis Alti ove si erge la bellezza etrusca di Vulci. Qui apprendo la lazialità pura e cristallina della popolazione viterbese che mi accompagnerà nel successivo approdo a Montefusco, sannitica cittadella fulcro analitico nella celeberrima “Ab Urbe Condita Libri CXLII” di Tito Livio. Mi trasferisco poi ad Abellinum, luogo natio del condottiero Gaio Ponzio, "stratega di prim'ordine" nella Seconda guerra Sannitica. Sebbene la gentile concessione della cittadinanza, non ricordo granché bene il giorno in cui lo Stato mi domandò della mia effettiva volontà di appartenere a questa Italia. Non mi interessa nulla che sia comune: distruggerò il linguaggio, e ci berrò sopra. Condanno vivamente le logiche faustiane dell'odierno Occidente e ripropongo, in chiave contemporanea, l'apollineo passato in un presente decadente. Già redattore di diverse testate giornalistiche che non cito onde evitare pubblicità indiretta, redigo quotidie racconti che mai pubblicherò.

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