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Coronavirus, a Montefusco non si placano le polemiche nei confronti del 27enne: “Pronto a denunziare tutti”

(AVG) – MONTEFUSCO, 28 FEBBRAIO – Il ventisettenne irpino che, incautamente, decise di tornare dalla sua famiglia a Montefusco, da Codogno, per evitare il contagio dal coronavirus, denunzierà tutti coloro i quali lo hanno offeso.

La vicenda ha dell’incredibile. Dopo le pubbliche scuse pervenute dal diretto interessato che ha chiaramente ammesso d’aver agito d’impulso, il web si era mobilitato contro di lui, offendendolo e minacciandolo al punto da dover oscurare la sua pagina facebook.

I risultati di ieri del tampone faringeo su di lui sono stati chiari: test negativo e nessun coronavirus. Nessun contagio né per i suoi familiari né per i suoi compaesani, che comunque aveva avuto l’accortezza di non rivedere, seguendo precisamente le dritte fornitegli sia dall’ASL che dalle forze dell’ordine locali.

Ma tutto questo non bastò a placare gli animi più social del web. Centinaia di offese; c’è stato persino chi gli ha promesso di sfregiarlo con l’acido.

L’accusa generale consisteva persino in una sorta di volontarietà nel contagiare tutti, motivo per il quale noi di ArticoloVentuno – il giornale, attraverso il nostro caporedattore Daniele Martignetti, abbiamo dedicato un apposito articolo alla vicenda, redatto in totale ironia ma contenente i reali spostamenti effettuati dal presunto “untore”, in comune accordo col diretto interessato, sì da mielare gli animi e placare l’evidente stato di ansia e preoccupazione del giovine.

Ma ciò non è bastato, e qualche offesa alquanto ingiustificata e al limite del penale è giunta persino nei confronti della nostra testata, rea, a detta di qualcuno, di aver redatto un articolo di misera qualità.

Ciò che appare evidente è che nel post-moderno siano saltati tutti gli schemi, compresi quelli della tradizione. La società, stavolta, non si è tutta stretta attorno al ventisettenne e alla sua famiglia, ma anzi ha cercato, attraverso determinati e noti elementi, di acuire la portata del problema, sebbene la immediata ammissione di responsabilità del diretto interessato che, occorre ricordarlo, non è affetto da alcun coronavirus.

Ma il mancato untore non ci sta e attraverso il suo legale fa sapere di voler procedere per vie legali nei confronti di tutti.

“In merito alle notizie apparse sui social network e su altri media – ha dichiarato il penalista -, voglio precisare quanto segue: il mio cliente ha fatto ritorno da Codogno (Milano), quando non era ancora in vigore alcun divieto di allontanamento emanato dal Governo (ndr. Intervenuto nella tarda sera del 22 febbraio, mentre il ritorno in Irpinia c’è stato nelle prime ore della stessa giornata) per chi si trovava nel comune lombardo, dove lavora presso una azienda operativa nel settore della vigilanza ( ndr. non come cameriere come apparso su alcuni media). Quegli obblighi erano prescrizioni relative alla chiusura e alla gestione di attività commerciali e ludiche dove poteva verificarsi un assembramento di persone”.

“Tutti questi comportamenti sono stati innescati dalla scriteriata pubblicazione di una comunicazione istituzionale senza previa rimozione dei dati sensibili relativi al mio cliente. Nello specifico le sue generalità e persino il suo indirizzo di residenza. Adiremo perciò alle vie legali affinché venga accertato nelle sedi competenti se, come riteniamo, ci sia stata una condotta gravemente lesiva nei riguardi del mio assistito e della sua famiglia, sia in relazione alle offese e alle minacce ricevute, attraverso i social network, sia per quanto riguarda l’illecita divulgazione dei dati sensibili contenuti nell’ordinanza emessa dall’ente comunale. Diffidiamo inoltre chiunque continuerà a perpetrare minacce e altre condotte lesive nei confronti del mio cliente e della sua famiglia” ha affermato il suo avvocato, preannunziando dunque la volontà di procedere per vie legali.

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