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La pioggia viola ci salverà

Dopo la pausa estiva, in cui tante cose sembravano essere tornate alla quasi normalità, l’autunno ci ha riportato di nuovo in una situazione di disagio, con le relative disposizioni governative per ridurre il contagio da covid 19. Non voglio assolutamente fare il virologo, l’infettivologo, l’antropologo, il costituzionalista  e giudicare le disposizioni medico scientifiche, tantomeno i provvedimenti delle autorità, anche se alcuni bizzarri e confusionari, perché la legge, fondamento del nostro stato di diritto, va comunque rispettata, proprio come fece Socrate, che oggetto di un processo ingiusto, invece di fuggire affermò: “Vada come sta a cuore al dio. Alla legge si obbedisce. Difendersi si deve”. La mia attenzione e sensibilità, però, non può non considerare il clima di terrore e di disperazione che si sta inoculando nella società. A marzo tale paura era giustificata perché ci trovavamo di fronte ad un nemico nuovo, violento e sconosciuto, ma adesso é un po’ diverso, sappiamo come difenderci, come comportarci, abbiamo migliorato le cure, eppure viviamo nel terrore, le abitudini di prima sono solo un lontano ricordo, addirittura non ci si cura più, non si fa prevenzione, gli ambulatori sono vuoti, la gente é in preda ad una isteria generale e ad una depressione sistemica. Nell’attesa del famigerato vaccino, che se va tutto bene attenderemo ancora per un anno, cosa ci salverà? La pioggia viola.  La mia risposta è custodita nel titolo di una canzone di Prince Rogers Nelson, il genio di Minneapolis, cantautore, polistrumentista e produttore discografico, scomparso prematuramente nel 2016, e quella canzone è proprio Purple Rain, il suo più grande successo ed una delle canzoni più belle mai scritte, diventata subito un capolavoro, unica canzone che ha dato il titolo ad un film e vinto un Oscar nel 1985.

Originariamente, il capolavoro di Prince doveva essere un brano country ma durante le prove con la sua band, cambiò completamente il genere, che come sappiamo unisce rock, gospel e musica orchestrale. L’inizio con quella chitarra in solitudine si adegua perfettamente al significato malinconico del testo. Riguardo ad esso, Prince dichiarò: “Quando c’è sangue nel cielo…rosso e blu diventano viola. La pioggia viola riguarda la fine del mondo e stare con la persona che ami e lasciare che la tua fede/dio ti guidi attraverso la pioggia viola”. Da questa affermazione sono nate varie congetture e teorie sul significato di Purple Rain, e tante sono le similitudini con la realtà in cui viviamo, si dovrebbe riferire alla fine del mondo, ma non è chiaro se si parli di una apocalisse vera e propria o se sia una metafora di qualcos’altro, magari di una sensazione eccezionale, unica. Anche adesso Il mondo si trova in una situazione difficile, per alcuni vicino ad una apocalisse e la pioggia viola ci salverà. La Purple Rain può assumere mille forme ed altrettanti stati d’animo; può rappresentare le lacrime dopo una delusione; può diventare la libertà di chiudere gli occhi e lasciarsi andare, lasciar scorrere le proprie emozioni più profonde; può essere il racconto di una bella storia d’amore; un manifesto di scuse; un insieme di ricordi che non scompaionomai, un passato che continua a segnare il presente giorno dopo giorno. E ora più che mai servirebbe che ognuno di noi creda nelle cose impossibili, che riesca ad illudersi, a sperare, a sforzarsi che tutto questo sia possibile e che si ritornerà a vivere. Impegnatevi ad amare la vostra famiglia, i genitori ed i nonni, gli amici, rispettate il vicino di casa e chiunque incontriate per strada, invece di evitarlo.  Abbiate fede in Dio oppure nel vostro credo, immaginate di nuovo il vostro futuro, cercate la vostra pioggia viola nella certezza che ci sarà sempre qualcuno, da qualche parte, che sta aspettando per ballarci sotto.

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Massimo Antonio Bimonte

Scritto da Massimo Antonio Bimonte

Nato in Svizzera nel 1974, economista, giornalista pubblicista e per fortuna e merito tanto altro ancora; imprenditore per vocazione, organizzatore di professione, riesce sempre ad affrontare le nuove sfide con determinazione e passione, senza mai trascurare tutto ciò che ha fatto fino a ieri.

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