La scossa elettrica arriva da Pechino

Il Salone di Pechino si sarebbe dovuto tenere a fine aprile, ma come sappiamo bene la pandemia ha fatto slittare un po’ tutto. A differenza di altre manifestazioni come quelle di Ginevra e Parigi, saltate definitivamente per quest’anno, la kermesse cinese si è appena conclusa.

Ma cosa abbiamo visto al Beijing Auto Show? Molte novità soprattutto strategiche. In passato le case europee dominavano il mercato cinese, invece quest’anno i costruttori cinesi si sono presi quasi tutto il mercato, con le case straniere relegate ad un ruolo secondario.

Molti gruppi occidentali si sono attivati per sovvertire gli equilibri, per due motivi. Il primo riguarda le Case europee ed americane, che avendo sostenuto importanti investimenti per seguire la transizione energetica vedono ora la Cina come terra di conquista. Il secondo riguarda le Case cinesi, in quanto sul mercato interno fanno ottimi numeri e che, puntando su una qualità crescente delle proprie auto, non ci stanno a farsi scalzare, anzi vogliono entrare nel “fortino europeo”. Si pensi a costruttori come BYD, Xpeng o Nio.

Insomma, una sfida industriale che va a piazzarsi su uno scacchiere geopolitico in cui l’auto elettrica assume un peso sempre maggiore, come dimostrano anche le recenti iniziative europee.

Le case estere che fanno i numeri più grandi in Cina sono Volkswagen e General Motors, che però ancora non hanno lanciato una vera e propria “elettrificazione”. La Casa di Wolfsburg ha a listino soltanto due auto, mentre GM per il momento offre tre modelli a zero emissioni.

Sia VW sia GM, però, proprio al Salone di Pechino di quest’anno hanno avviato a una sorta di rivoluzione ad emissioni zero. La Casa tedesca sta accelerando i tempi sulla messa in commercio dei modelli della famiglia ID, e quella americana sta aprendo la strada ad una serie di vetture elettrificate che entro i prossimi 5 anni andranno a rappresentare la metà dell’offerta.

Sul Salone di Pechino puntano con decisione anche le Case nipponiche, con Nissan e Toyota in testa. Nissan cercherà di puntare i riflettori soprattutto sul SUV elettrico Ariya, guardato con grande interesse in tutto il mondo.

Toyota, pronta a calare l’asso delle batterie a stato solido e ricaricabili in 15 minuti, cercherà di siglare importanti alleanze strategiche con le case del dragone.

A Nissan e Toyota si aggiunge Honda, che ha mostrato una concept tutto elettrico con forme da crossover sportivo.

Ma veniamo ai big che giocano in casa. Il più grande costruttore di auto elettriche cinese è BAIC. Il colosso ha lanciato un nuovo SUV elettrico chiamato Alpha-T, realizzato in collaborazione con Magna International che darà vita al nuovo marchio Arcfox, riservato alle vetture a zero emissioni.

Lo stesso fa Dongfeng, casa di proprietà dello Stato che puntando sul nuovo brand Voyah, presenta la i-Land, una berlina sportiva a zero emissioni.

L’aspetto più interessante del Pechino Auto Show è rappresentato dalla possibilità di avere una panoramica sul mondo della mobilità elettrica e sul mondo delle start-up dedicate alla mobilità.

Ogni anno in Cina nascono centinaia di startup che si cimentano con le auto a batteria e per quanto molte di esse abbiano vita breve, non è difficile scovare chi ha avviato progetti notevoli. È stato cosi per NIO, per XPeng e per Human Horizons.

Sono tutte realtà giovani che si stanno affacciando sul panorama internazionale con progetti interessanti, puntando a cambiare la percezione delle auto cinesi nel resto del mondo. Da prodotti scopiazzati di bassa qualità ad alternative credibili ed ambite.

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Gentil Petrillo

Scritto da Gentil Petrillo

Pillole digitali ad alta velocità! Libero pensatore e paladino dell'HiTech, lotto senza tregua anche contro vecchie carcasse di metallo. Nel tempo libero regalo blister di V8 e compresse al litio.

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