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Breve vademecum del San Valentino perfetto

La serata di San Valentino, si sa, è un inno all’Amore. Almeno dovrebbe: col passare dei secoli è diventata sempre più una festività del Consumismo, in cui gli unici a guadagnarci sono ristoratori e fiorai.

Ma ora non è il momento dei sofismi. Se stai leggendo questo articolo è perché, probabilmente, sei indietro col regalo alla/al tua/o morosa/o.

Non sai dove sbattere la testa, i ristoranti costano un botto, e i fiorai ti rifileranno qualche rosellina decrepita più del vostro amore fittizio. Eh già, perché oggi mi rivolgo a te. Sì, proprio a te che hai l’amante. A te, che temi di rovinare la serata con la tua controparte verso la quale mai Cupido scoccò alcuna freccia.

Ordunque, bando alla ciance. Volete trascorrere una serata romantica col vostro partner? Ricordate di cancellare:

– chat di Whatsapp
– chat di Messenger
– registro chiamate
– sms
– cronologia ricerche Facebook
– cronologia ricerche Google
– foto nudi micro-sd

Si rammenda altresì di mutare nomi femminili disdicevoli della rubrica nei classici “Francesco calcetto”, “Antonio pizzeria” e “Nicola muratore”.

Assolutamente NO trasformazioni di nomi esclusivamente femminili in maschili. In grammatica, non è universale la regola dell’ultima vocale. Esempi: da “Laura” a “Laur-o”, da “Ada” a “Ad-o”, da “Eleonora” a “Eleonor-o”. Siate credibili. Il vostro partner farà lo stesso.

Vien da sé di disattivare i dati internet dalle 19 circa.

Auguri a tutti gli innamorati. Possiate non fare la fine di San Valentino (ne parlo qui).

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Daniele Martignetti

Scritto da Daniele Martignetti

Nacqui, senza volerlo, nella diomedea Maleventum in uno dei due giorni di Carmenta del '91, trascorrendo poi i primi anni della mia infanzia alle pendici del Castrum Montis Alti ove si erge la bellezza etrusca di Vulci. Qui apprendo la lazialità pura e cristallina della popolazione viterbese che mi accompagnerà nel successivo approdo a Montefusco, sannitica cittadella fulcro analitico nella celeberrima “Ab Urbe Condita Libri CXLII” di Tito Livio. Mi trasferisco poi ad Abellinum, luogo natio del condottiero Gaio Ponzio, "stratega di prim'ordine" nella Seconda guerra Sannitica. Sebbene la gentile concessione della cittadinanza, non ricordo granché bene il giorno in cui lo Stato mi domandò della mia effettiva volontà di appartenere a questa Italia. Non mi interessa nulla che sia comune: distruggerò il linguaggio, e ci berrò sopra. Condanno vivamente le logiche faustiane dell'odierno Occidente e ripropongo, in chiave contemporanea, l'apollineo passato in un presente decadente. Già redattore di diverse testate giornalistiche che non cito onde evitare pubblicità indiretta, redigo quotidie racconti che mai pubblicherò.

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