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Saviano vs Libra Editrice, dir. Clemente: “È un burattino dei poteri forti”

(AVG) – CASERTA, 1 MARZO – Non si placano le critiche nei confronti dello scrittore Roberto Saviano dopo una intervista recente in cui è tornato a parlare della sentenza per plagio sollevata nei suoi confronti dalla Libra Editrice.

Il direttore di Cronachedi Ugo Clemente, testata edita dalla suddetta Libra che denunziò Saviano per plagio nella stesura del suo libro Gomorra, non ha parole al miele per la vicenda, reputata “insopportabile”.

“Nonostante la figura pessima che ha fatto con la condanna definitiva per plagio, in una nuova intervista la macchina del fango, conosciuta anche come Roberto Saviano, diventato famoso come scrittore scopiazzando gli articoli di Cronache di Napoli, continua a spalare fango sul nostro giornale. Solo per questo motivo torno sull’argomento riproponendo l’articolo che ho scritto qualche settimana fa sulla nostra vicenda e su tutti gli altri casi di plagio che gli vengono contestati. Non credete che costui sia uno scrittore solo perché Carlo De Benedetti lo fa scrivere e Fabio Fazio lo fa parlare. È un impostore. Non può scrivere di camorra più di quanto potrebbe scrivere di diritto societario del Bangladesh. È un ignorante, un pupazzo costruito dal nulla che continua a essere il nulla assoluto. Non dice nulla, non denuncia nulla, non incide su nulla e per questo non rischia nulla. Questo personaggio è il nulla e io mi vergogno per il solo fatto di nominarlo. Ho studiato una vita per essere una persona migliore, per cambiare in meglio ciò che avrei potuto cambiare in meglio, per essere utile all’umanità e al mondo e continuerei tranquillamente a ignorare questo burattino dei poteri forti, questo pupazzo da ventriloquo creato apposta per conferire un’aura di pulizia e legalità alle sporche battaglie del suo inquietante editore, uno che sta dietro i più oscuri e drammatici misteri e scandali della storia del nostro povero Paese, dal Banco Ambrosiano a Tangentopoli. Ma siccome c’è ancora qualche imbecille che gli concede un pulpito da cui parlare (sempre al riparo dal contraddittorio, però), sono costretto a farlo. Buona lettura“. Rimanda poi, attraverso la propria pagina facebook, a un articolo da lui redatto per Cronachedi, che noi di ArticoloVentuno – il giornale riproponiamo integralmente (CLICCA QUI).

Dello stesso argomento, leggi anche https://www.articoloventunoilgiornale.it/6311-2/

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Daniele Martignetti

Scritto da Daniele Martignetti

Nacqui, senza volerlo, nella diomedea Maleventum in uno dei due giorni di Carmenta del '91, trascorrendo poi i primi anni della mia infanzia alle pendici del Castrum Montis Alti ove si erge la bellezza etrusca di Vulci. Qui apprendo la lazialità pura e cristallina della popolazione viterbese che mi accompagnerà nel successivo approdo a Montefusco, sannitica cittadella fulcro analitico nella celeberrima “Ab Urbe Condita Libri CXLII” di Tito Livio. Mi trasferisco poi ad Abellinum, luogo natio del condottiero Gaio Ponzio, "stratega di prim'ordine" nella Seconda guerra Sannitica. Sebbene la gentile concessione della cittadinanza, non ricordo granché bene il giorno in cui lo Stato mi domandò della mia effettiva volontà di appartenere a questa Italia. Non mi interessa nulla che sia comune: distruggerò il linguaggio, e ci berrò sopra. Condanno vivamente le logiche faustiane dell'odierno Occidente e ripropongo, in chiave contemporanea, l'apollineo passato in un presente decadente. Già redattore di diverse testate giornalistiche che non cito onde evitare pubblicità indiretta, redigo quotidie racconti che mai pubblicherò.

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