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Siamo uomini o caporali?

L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.

Così Totò inizia il suo sublime monologo, l’inno alla vita vera, quella di tutti i giorni. Questa quotidianità viene sviscerata in modo semplice e schietto, comprensibile a tutti. Lungi da me l’appuntare la benché minima quisquiglia al celeberrimo mito napoletano ma voglio spingermi oltre.

Esiste una terza categoria, quella propedeutica rispetto a questo sistema spiegato nella teoria in esame: la categoria di chi comanda davvero. Si, perché se gli uomini sono destinati a condurre una vita di libertà apparente, di indipendenza fittizia, i caporali sono numeri, il loro potere è illusorio e nella gerarchia di comando non ricoprono il punto apicale. Sono burattini, funzionali al sistema, quelli che hanno bisogno di legittimazione, autorità calata dall’alto. E l’altro, appunto, è costituito da coloro che dirigono davvero, gli invisibili. Costoro scelgono accuratamente i propri fantocci, mediante una scrupolosa ricerca meritocratica. Meritocratica, certo! Meritocratica perché in una società deviata, come quella attuale, l’ignoranza, l’inettitudine e la totale mancanza di pensiero divengono valore aggiunto. E, ahimè, la cernita vaglia un numero di candidati altissimo, tale da garantire ricambi ciclici, facendo sì che persino il caporale diventi un numero, estremamente semplice da rimpiazzare.

Se l’autorità appartiene al caporale, ex auctoritate maleficorum, senza la quale tornerebbe ad essere il nulla cosmico quale concretamente è, l’autorevolezza è dell’uomo comune, colui che non necessita di titoli per affrontare la routine con solenne dignità.

Molti, erroneamente ammaliati dalla medesima radice terminologica, sono convinti che autorevolezza sia un sinonimo di autorità. Sbagliano clamorosamente! L’autorevolezza non deriva da un soggetto terzo che decide di conferire un ruolo ad altri, essa si genera spontaneamente, è intrinseca al soggetto stesso. Tale caratteristica concerne colui che partecipa senza gestire, collabora alla pari non ponendosi al di sopra di alcuno. Egli non agisce dietro imposizioni bensì mediante rapporto fiduciario. O non agisce.

Autorità e autorevolezza, nettamente distinte, potrebbero coincidere nella stessa persona. Ma ciò risulta raro.

“…a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, (non)pensano tutti alla stessa maniera.”

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Eugenio Musto

Scritto da Eugenio Musto

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